Ha preso le mosse da questa radicale domanda il primo incontro del ciclo “Gesù di Nazareth, vita e destino”, presso la Biblioteca riformata in Via da Mezz 47, a Poschiavo (vedi il programma degli incontri).
Gesù è un mito?
In effetti, c’è chi sostiene che Gesù non sia mai esistito. È una tesi propagata oltre due secoli fa dal filosofo Bruno Bauer (1809-1882), maestro di Karl Marx. All’inizio del Novecento, fu ripresa da Arthur Drews (1865-1935), il cui insegnamento venne recepito e diffuso in Unione Sovietica da Lenin. In anni recenti, negli Stati Uniti, George Wells e Robert Price hanno rilanciato la tesi della non esistenza di Gesù, seguiti, in Francia, dal filosofo Michel Onfray.
Documenti cristiani
Gesù di Nazareth non ha scritto nulla, gli unici documenti a nostra disposizione provengono da terzi: Paolo di Tarso e gli autori dei quattro Vangeli canonici, di Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Oltre che da questi autori cristiani, Gesù è menzionato anche da autori non cristiani.
Testimonianze non cristiane su Gesù
Ne parlano lo storico romano Tacito, nei suoi Annales (115-118 d.C.), e Svetonio, autore de Le vite dei dodici Cesari (ca. 120 d.C.). Il governatore delle provincie del Ponto e della Bitinia, Plinio il Giovane, menziona Gesù in alcune lettere all’imperatore Traiano (111-113 d.C.).
Anche due autori siriani parlano di Gesù. Il primo è Mara bar (figlio di) Serapion, il quale nel II secolo accosta la figura di Gesù – che chiama “saggio re” – a quelle di Socrate e Pitagora.
Il secondo è Luciano di Samosata, il quale nel trattato De morte Peregrini (ca. 165 d.C.) prende in giro i cristiani di Palestina che “adorano ancor’oggi l’uomo che fu impalato in Palestina perché aveva introdotto nel mondo una nuova forma di iniziazione”.
Conosciamo inoltre la testimonianza dello storico ebraico Giuseppe Flavio, che nelle Antichità giudaiche offre un breve ritratto di Gesù. “Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio […], era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei greci. […] E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. […]. Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani”.
Proseguire la ricerca
Al termine del primo incontro del ciclo “Gesù di Nazareth, vita e destino”, (vedi il programma degli incontri) è dunque risultato che Gesù non è un personaggio frutto di fantasia, non è un mito, bensì un personaggio storico, realmente esistito.
Si tratterà, nei prossimi incontri, di approfondire la conoscenza di questa figura. Gli incontri sono aperti a tutte le persone interessate.