Il 2 dicembre 1943, un gruppo di ebrei – composto da due famiglie, gli Ascoli e i Grünfeld – stava percorrendo, di notte, un sentiero che collega la Valtellina alla Valposchiavo.
“Nei pressi del cippo di confine numero 3”, ricorda lo storico Andrea Paganini, autore del volume “La frontiera dalle uova d’oro”. Contrabbando di uomini e di merci tra Valtellina e Valposchiavo”, Vittoria Ascoli, 43 anni, scivolò e cadde nel dirupo. Il suo corpo venne recuperato il giorno dopo dalle guardie svizzere. Il funerale, celebrato a Campocologno il 5 dicembre, “vide una grande partecipazione di popolo”, commentò il settimanale “Il Grigione Italiano”.
Prendendo spunto da quel tragico incidente, la rubrica settimanale televisiva RSI “Segni dei Tempi” ha ricostruito – in occasione del Giorno della Memoria – l’entrata in Valposchiavo, tra il 1943 e il 1945, di un migliaio di profughi ebrei, accolti in Svizzera.