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Riduzione canone SSR. Riformati contrari

Il Consiglio della Chiesa evangelica riformata in Svizzera (CERiS) si oppone all’iniziativa popolare federale "200 franchi bastano!". La sua eventuale approvazione priverebbe la SSR di circa la metà delle entrate attuali, rischiando anche di ridurre drasticamente la presenza della religione nel panorama mediatico nazionale.

L'iniziativa propone di abbassare il canone radiotelevisivo da 335 a 200 franchi per economia domestica e di esentare completamente le imprese. Per il Consiglio della CERiS, la proposta mette in discussione una scelta sociale e democratica fondamentale: quale ruolo deve avere il servizio pubblico nella coesione nazionale e nel dialogo di un Paese multilingue e pluralista come la Svizzera?

Difesa della democrazia
I media di servizio pubblico sono un pilastro delle strutture democratiche, afferma la CERiS in una recente presa di posizione. In un sistema di democrazia diretta, caratterizzato da frequenti consultazioni popolari, uno spazio informativo condiviso e affidabile è essenziale. La SRG SSR garantisce una copertura nazionale indipendente e bilanciata nelle quattro lingue ufficiali, offrendo una base informativa comune per le decisioni politiche. Un indebolimento di questo servizio accelererebbe la frammentazione della sfera pubblica.

Programmi religiosi a rischio
La CERiS evidenzia inoltre le pesanti ripercussioni sui contenuti culturali, sociali e religiosi. Precedenti tagli al budget hanno già portato a drastiche riduzioni della programmazione dedicata a spiritualità e religione. Ulteriori tagli comprometterebbero le collaborazioni storiche tra il servizio pubblico e i media confessionali (sia protestanti che cattolici), la trasmissione delle funzioni religiose e la sopravvivenza delle redazioni specializzate. Ciò comporterebbe una grave perdita di competenze giornalistiche in un ambito che è parte integrante della cultura e dell'identità svizzera.

Servizio pubblico
Il Consiglio della CERiS ribadisce che lo spazio pubblico non è una merce, bensì una risorsa democratica. Un voto contrario all’iniziativa non è un rifiuto del cambiamento, ma una difesa delle condizioni necessarie per una democrazia funzionante e capace di rinnovarsi.

Vedi il testo completo della presa di posizione CERiS