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Attualità

Brusio. Il drone, la chiesa e la Filarmonica

La Filarmonica Avvenire di Brusio propone, per il periodo di Avvento, un originale “calendario” video. Sulla pagina Facebook della FAB (vedi qui), viene pubblicata ogni giorno una simpatica cartolina musicale filmata.
Recentemente sono state effettuate alcune riprese nella chiesa riformata di Brusio.
Tra qualche giorno potrete vedere il risultato di quelle riprese e di quella esecuzione musicale.

Visitate la pagina Facebook della Filarmonica di Brusio.

Brusio. Mistero e poesia nella Notte delle chiese

Chi conosce la storia dell'antica chiesa della Santissima Trinità, a Brusio? Ricomparsa cinquant'anni fa, studiata dall'Ufficio archeologico cantonale, è nuovamente sparita, sepolta sotto l'asfalto della nuova strada che attraversa il paese. Nel corso della Notte delle Chiese, a Brusio, è stata presentata una piccola mostra che rivela la storia di quell'antico edificio religioso.
E poi cinema per grandi e piccoli, la magia delle favole e dei racconti, uno spuntino in compagnia... e lo zucchero filato di Barbara.
La Notte delle Chiese ritornerà, a Brusio, tra due anni!

Brusio. Mostra fotografica chiesa Santa Trinità

Nella chiesa riformata di Brusio è presente una piccola mostra fotografica dedicata al ritrovamento dei resti dell'antica chiesa dedicata alla Santa Trinità. Immagini e planimetrie, recuperate presso il Servizio archeologico cantonale, a Coira, documentano gli scavi e i rtitrovamenti effettuati cinquant'anni fa.
Tra il 1974 e il 1975 vennero alla luce, a Brusio, lungo la strada principale, i resti dell'antica chiesa del villaggio, usata, fino ai primi del Seicento, insieme, da cattolici e riformati.
La mostra è visitabile ogni giorno, la chiesa è aperta.

Scopri di più sull'antica chiesa della Santa Trinità

Chiesa cantonale nuovo segretario

La Chiesa evangelica riformata nel Grigioni CERG ha un nuovo segretario. Si tratta del pastore Georg Felix (Sagogn, a sin. nella foto). Dallo scorso 1. febbraio, Felix sostituisce il pastore Peter Wydler (a des.), giunto al beneficio della pensione. A Coira, lo scorso 3 febbraio, il Consiglio sinodale e i pastori retici hanno ufficialmente preso commiato da Peter Wydler.

Luca Compagnoni, presidente del Consiglio centrale della Comunione pastorale Valposchiavo, ha inviato a Peter Wydler una lettera di ringraziamento per il servizio svolto anche a favore delle comunità evangeliche di Brusio e Poschiavo.

Leggi qui un ritratto di Peter Wydler, segretario uscente

Crans Montana. Il cordoglio e la speranza

La notizia della tragedia di Crans-Montana ha profondamente scosso la Chiesa evangelica riformata in Svizzera. “Molti giovani sono rimasti feriti la notte di Capodanno, e molti hanno perso la vita. Per parenti e amici”, ha affermato la presidente della CERiS, pastora Rita Famos, “il nuovo anno è iniziato con un dolore che non può essere espresso a parole.”
“La nostra solidarietà”, ha proseguito la pastora, “va alle persone che sono nel lutto, ai feriti, ai servizi di emergenza, a tutti coloro i quali stanno prestando assistenza pastorale e offrendo sostegno.”

“Quando la sofferenza minaccia di distruggere tutto”, ha affermato ancora la pastora Rita Famos, “la solidarietà non è solo una grande parola, ma un'esperienza di vicinanza vissuta: una telefonata, una lettera, una candela, una preghiera silenziosa. E anche la volontà di fornire un aiuto concreto laddove questo è necessario.
I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie e agli amici delle persone decedute, dei feriti e di tutti coloro che stanno lottando per riprendersi. Prego per i servizi di emergenza e per tutti i professionisti che hanno dovuto agire sotto grande pressione. E penso all'assistenza pastorale sul posto: pastori, diaconi, volontari e tutti coloro che sono presenti quando le parole vengono meno e il dolore appare sconfinato.”

Famos ha concluso auspicando che “tutti noi possiamo scoprire tracce di speranza in questa oscurità: nell'amore che sostiene e in Dio, che è vicino a chi ha il cuore spezzato.”

Nei giorni scorsi la CERiS ha ricevuto segni commoventi di solidarietà ecumenica e internazionale.
In una lettera di condoglianze, il Consiglio Mondiale delle Chiese ha ricordato le parole del Salmo 34: “Il Signore è vicino a coloro che hanno il cuore spezzato e aiuta coloro che sono schiacciati nello spirito”.
Dalla Germania, il presidente della Chiesa protestante della Renania, Thorsten Latzel, ha espresso il suo cordoglio - “con voi nei nostri pensieri e nelle nostre preghiere”.
Per la Comunione Mondiale delle Chiese Riformate in Europa, Philip Peacock (Segretario Generale) e Martina Wasserlos (Presidente WCRC Europe) scrivono con grande tristezza: “Le nostre preghiere sono con voi”.

Un servizio commemorativo si terrà a Crans-Montana il 9 gennaio. Quel giorno, alle ore 14, le campane di tutta la Svizzera suoneranno a lutto.

Vedi il commento pubblicato su "Voce evangelica"

È morto centenario il pastore Aldo Comba

Aveva compiuto 100 anni nel maggio scorso, Aldo Comba, pastore, comunicatore, impegnato nel dialogo ecumenico, collaboratore – in anni ormai piuttosto lontani – del mensile “Voce evangelica”, attivo nell’ACELIS, l’Associazione delle Chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera (organizzazione nel frattempo scomparsa), pastore tra l’altro delle Chiese evangeliche di lingua italiana di Ginevra e Losanna.
Persona garbata, dal pensiero chiaro e a volte tagliente, di ampia cultura, fine traduttore di testi importanti (sue le prime traduzioni in italiano della “Teologia della speranza” di Jürgen Moltmann, per l’editrice cattolica Queriniana, della “Etica” di Dietrich Bonhoeffer, per Bompiani, e del “Lutero” dello storico inglese Roland Bainton, per Einaudi), è deceduto a Torre Pellice, in Piemonte.

Leggi il ritratto di Aldo Comba sul settimanale valdese Riforma

Leggi la recensione del libro autobiografico di Aldo Comba, "Finestre sul mondo"

È morto il teologo Paolo Ricca

È morto lo scorso 13 agosto, a Roma il teologo Paolo Ricca, conosciuto e apprezzato anche in Valposchiavo e Valtellina per le sue conferenze e per i suoi scritti, e per essere stato molto spesso ospite del Centro evangelico di cultura di Sondrio.

Paolo Ricca era stato allievo, a Basilea, del teologo protestante Karl Barth, ha partecipato come osservatore al Concilio Vaticano II, creando nei lunghi anni della sua vita e dei suoi studi un forte consenso ecumenico. La sua figura, centrale nel panorama teologico italiano e internazionale, si è estesa ben oltre i confini della comunità cristiana. La sua eredità intellettuale e spirituale, tracciata anche nei numerosi volumi da lui pubblicati, rimane una solida base per la comprensione della fede vissuta e del pensiero umano.

Ricca ha fatto parte della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), è stato docente di Storia della chiesa presso la Facoltà valdese di teologia, pastore valdese e teologo di fama internazionale. Con lui se ne va un punto di riferimento del protestantesimo in Italia e nel mondo. È stato fra gli autori dello storico accordo di Leuenberg, tra chiese evangeliche luterane e riformate, ha lungamente collaborato alla trasmissione “Uomini e profeti” con Gabriella Caramore su Rai Radio 3, ha offerto la sua consulenza a Roberto Benigni, per i Dieci Comandamenti su Rai1, ha partecipato assiduamente alle sessioni del Segretariato attività ecumeniche (SAE).

Paolo Ricca, un testimone del nostro tempo, Segni dei Tempi RSI
La scomparsa di Paolo Ricca, Chiese in Diretta RSI
Paolo Ricca, Un uomo della Parola, di Fulvio Ferrario
Paolo Ricca, in memoria, di Brunetto Salvarani

Giorno della Memoria. Il vizio di non ricordare

Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa raggiunse i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz. Quella data è stata proclamata “giorno della memoria”. La ricorrenza porta con sé, anno dopo anno, numerose domande.

La scrittrice Elena Loewenthal ritiene che il Giorno della Memoria, sia diventato “un grande errore collettivo di chi vuole provare, un giorno all’anno, ad addolcire la coscienza civile e alleggerire il senso di colpa”.
Lo storico Andrea Ghiringhelli constata amaramente: “Serve ricordare? Servono le commemorazioni con i discorsi ufficiali a ripetere ‘mai più’? […] di fronte allo scempio in atto in questi anni?”.
L’Homo Sapiens, aggiunge il giornalista Martin Wolf, di sapiente ha veramente poco, incline com’è “a orge di stupidità, brutalità e distruzione”: Ucraina, Gaza, Cisgiordania, Iran e gli altri massacri in giro per il mondo sono lì a confermarlo”.

Contro il Giorno della Memoria
Detto questo, e ribadito che il Giorno della Memoria è un’iniziativa costantemente minacciata dal pericolo di scivolare in una superficiale retorica priva di mordente, mi preme però sottolineare la necessità di non buttare a mare l’esercizio del ricordare.
Sì, perché quella del ricordare è una virtù importante. Mentre dimenticare è un vizio grave. E noi viviamo in un tempo che sembra avere la memoria sempre più corta. Forse perché ricordare significa, oltre che recuperare il nostro passato, i nostri rinnegamenti e i nostri errori, fare i conti con i nostri silenzi, con i tentativi di non sentire e non vedere.

Mantenere gli occhi aperti
A questo proposito, mi sembra di bruciante attualità il monito espresso dal pastore protestante tedesco Martin Niemöller (nell'immagine), già comandante di sommergibili durante la Prima guerra mondiale, nazista della prima ora, più tardi critico del regime hitleriano e rinchiuso, fin dal 1937, in un campo di concentramento:

“Prima vennero per i socialisti, e io non dissi niente,
perché non ero socialista.
Poi vennero per i sindacalisti, e io non dissi niente,
perché non ero un sindacalista.
Poi vennero per gli ebrei, e io non dissi niente,
perché non ero ebreo.
Poi vennero a prendere me, e non c’era più nessuno
a protestare per me.”

Parole da meditare e fare proprie, nella nostra epoca di riemergenti autoritarismi, di forti spinte neofasciste e di strisciante perdita delle libertà democratiche.

Guarda "Una bambina nella Shoah", la storia di Liliana Segre raccontata a Segni dei Tempi RSI

Giovani e adulti dalla Valposchiavo a Roma

Attualità, storia, gastronomia, monumenti, religioni, arte, una metropoli brulicante di gente, emozioni. Tutto questo, e altro ancora, è stata la cinque giorni romana dei preparandi e confermandi delle chiese riformate della Valposchiavo.

Venti persone: dieci ragazze e ragazzi, otto genitori e due accompagnatori, da lunedì 6 a venerdì 10 ottobre. E una città, Roma, da percorrere e scoprire, con le sue ricchezze, le sue sorprese e le sue contraddizioni.

Giovani in formazione. Elisa la polimeccanica

“Al di fuori dell’azienda ho sempre incontrato anche persone che mi dicevano che non ce l’avrei fatta perché era un lavoro da uomini”, afferma Elisa De Monti, giovane membro della comunità riformata di Brusio, polimeccanica in formazione presso Repower, “ma io ero convinta di potercela fare e ho sempre avuto il sostegno di famigliari e datore di lavoro”.

Intervistata nell’ambito della rubrica del “Grigione Italiano” intitolata “Chi l’ha detto che non si può [fare]”, Elisa De Monti ha ribadito che la tradizionale suddivisione dei ruoli è davvero acqua passata. “All’inizio non riuscivo ad alzare oggetti pesanti e questo mi faceva sentire un po’ inadatta. Ma poi ho messo su massa muscolare e … sono riuscita a diventare più indipendente anche nei lavori più duri”.

“Ci sono persone che mi hanno detto di ammirare il mio coraggio. Inoltre, ho un’amica che ha scelto di fare l’elettricista. Forse ho aperto una strada”, prosegue Elisa, intervistata da Nadia Garbellini Tuena, “e ho mostrato che anche le ragazze ce la possono fare”. E conclude dicendo che la sua presenza determina, nell'azienda, "alcuni cambiamenti per quanto riguarda comportamenti, linguaggio e certi discorsi".
E qui ci sarebbe piaciuto saperne di più sui contenuti di quei discorsi, ma in mancanza di ulteriori dettagli nell'articolo possiamo solo provare a immaginare di che cosa si tratti.
(la foto di Elisa De Monti è tratta dal sito di Repower).

Leggi qui anche il ritratto dello spazzacamino Michele Dorsa

Giubileo Tre Leghe: le chiese fanno festa

A Samedan la Giornata ecumenica nell’ambito delle commemorazioni per i 500 anni del Libero Stato delle Tre Leghe

Oltre duecento persone nella chiesa riformata di Samedan, domenica 1. settembre, per la cerimonia ecumenica di apertura della Giornata cantonale delle chiese. La Televisione romancia RTR ha assicurato la diffusione in diretta, ripresa da SRF e RSI. La cerimonia è stata presieduta dal parroco cattolico Marijan Benkovic e dal pastore riformato Didier Meyer, una predica è stata pronunciata dalla collaboratrice pastorale cattolica Flurina Cavegn.

Il Grigioni a Samedan
Le voci del Coro Misto di Pontresina e Samedan, nei vivaci colori del costume engadinese, le melodie dell’Ensemble Le Phénix e il canto della solista Nuria Richner, l’organo suonato dal maestro Michele Montemurro, hanno impreziosito la cerimonia. Presenti il presidente del governo cantonale, Jon Domenic Parolini, il presidente comunale di Samedan Gian Peter Niggli, il vicario generale della diocesi di Coira, Peter Camenzind, il presidente della Chiesa cattolica cantonale, Thomas Bergamin, e la presidente della Chiesa riformata cantonale Erika Cahenzli.
Riassumendo il senso della Giornata, Cahenzli ha affermato: : “La Chiesa sa fare festa, le chiese amano fare festa. E insieme vogliono dare un contributo alla vita della società”. Secondo la presidente della Chiesa riformata, “cattolici e riformati vogliono essere una voce seria, positiva e costruttiva” nel dibattito pubblico.

Grigioni. Chiesa cerca personale

La chiesa riformata nei Grigioni è confrontata con una crescente carenza di personale: mancano pastori, ma anche docenti di religione, cappellani, operatori diaconali, musicisti, membri dei consigli parrocchiali.

Per fronteggiare la crisi, il Granconsiglio evangelico retico ha approvato, la scorsa estate, un credito di 1,75 milioni di franchi destinato a un progetto, della durata di sette anni, per la promozione delle professioni ecclesiastiche.

Georg Felix (nella foto), attuario del Consiglio sinodale riformato dei Grigioni, fa parte di un gruppo di lavoro che ha analizzato la situazione. “L'età media di tutti i dipendenti della nostra Chiesa è oggi di 54 anni”, ha affermato. “La crisi è destinata ad acuirsi in seguito all'imminente ondata di pensionamenti”.

Il progetto approvato dal Granconsiglio evangelico prevede una serie di misure il cui obiettivo è essenzialmente quello di far conoscere la Chiesa come un buon datore di lavoro. "La nostra Chiesa offre delle possibilità di lavoro interessanti e ottime condizioni d’impiego”, prosegue Felix, “ma spesso i potenziali candidati non lo sanno”.

Secondo Felix, è necessario rendere più visibili le varie professioni in ambito ecclesiastico. “Ad esempio, partecipando alle “giornate del futuro” nelle scuole secondarie, partecipando alle fiere in cui si presentano possibili carriere lavorative o collaborando con i centri di consulenza professionale”.

Il progetto partirà il 1. gennaio 2026, la persona incaricata di metterlo in atto è già stata individuata e assunta.

Vai al sito della Chiesa evangelica riformata nei Grigioni

Grigioni. Statistica religiosa 2023

Nel Cantone dei Grigioni la Chiesa cattolica romana rimane il maggiore gruppo confessionale e comprende 65'102 persone (37,3%). È quanto emerge dai dati statistici sull'appartenenza religiosa, riferiti all'anno 2023 e pubblicati in questi giorni.
Per la prima volta, le persone che non appartengono a nessuna confessione salgono al secondo posto di questa particolare classifica. Sono infatti 49'609 (28,4%), in crescita di quasi 5000 unità rispetto all’anno precedente.
Nel 2022 la chiesa evangelico-riformata contava ancora 49'299 fedeli, nel 2023 erano 46'451 (26,6%).

Vedi il sito ufficiale del Cantone dei Grigioni

Il "pensiero della settimana"

A Poschiavo, nella chiesa riformata, ogni settimana è disponibile un nuovo "pensiero": una breve riflessione, riferita a un tema di attualità, declinato alla luce del messaggio biblico. Un invito al raccoglimento, al dialogo con Dio e con il nostro tempo. Di ogni "pensiero" sono disponibili parecchie copie, per permettere, a chi lo desidera, di portarne via una con sé. Buona lettura.

Ispezione negli archivi di Poschiavo e Brusio

A che cosa serve un archivio? E perché vale la pena averne cura? L’archivio è una fonte insostituibile per la conservazione della memoria di una comunità. La memoria delle persone si perde rapidamente in mancanza di documenti che la conservino. Viceversa, la disponibilità di documenti adeguatamente conservati permette di ricostruire le vicende del passato e salvaguardare così la memoria delle proprie radici.

Cosa si può trovare
In anni recenti, l’archivio della chiesa di Poschiavo ha fornito ad esempio dati per le ricerche condotte dalla storica valposchiavina Matilde Bontognali, assistente della professoressa Miriam Nicoli, dell'Università di Zurigo, che vi ha rinvenuto testimonianze relative alle pratiche matrimoniali e di divorzio in vigore nei secoli passati (leggi qui un articolo frutto di quelle ricerche).

La professoressa Miriam Nicoli si è basata su documenti dell'archivio poschiavino per un saggio su matrimonio, religione ed educazione nel 18. secolo (leggi l'articolo in cui compaiono riferimenti all'archivio riformato di Poschiavo).

Dati rilevanti sono stati recuperati anche da Silva Semadeni e Ruedi Bruderer, autori del libro “Le cinque ave”, in cui sono confluite molte notizie trovate nell’archivio riformato di Poschiavo (vai al sito RSI “lanostraStoria”).

Recentemente, parecchi documenti conservati nell’archivio sono confluiti nella mostra “La chiesa evangelica di Poschiavo – Storia dell’edificio”, esposta e visitabile ogni giorno.

La mostra dedicata a Giovanni Luzzi e alla sua opera di traduzione della Bibbia, realizzata da Paolo Tognina, si è avvalsa dei documenti conservati presso l’archivio di Poschiavo. Ne è scaturito anche un ampio saggio, pubblicato nei Quaderni Grigionitaliani (leggi il saggio su Giovanni Luzzi).

Numerose sono anche le persone che, spinte da curiosità genealogiche, chiedono di poter consultare l’archivio per risalire ai propri antenati.

Lo storico Federico Zuliani ha consultato documenti dell’archivio di Brusio per la sua opera “Quelli senza messa. Le comunità protestanti italofone della Rezia” (Edizioni Dell’Orso), un libro estremamente importante che getta nuova luce sui primi decenni della Riforma nelle vallate meridionali dello Stato delle Tre Leghe (ascolta l’intervista con Federico Zuliani).

Informazioni recuperate nell’archivio di Brusio compaiono anche in un recente lavoro dello storico Arno Lanfranchi sulla famiglia Monzio (leggi l’articolo pubblicato nel Bollettino della Società Storica Valposchiavo).

Catalogare per evitare furti
Accanto a queste note positive, occorre segnalare anche alcune criticità. Mentre i documenti dell’archivio riformato di Brusio sono catalogati in modo ineccepibile, quelli dell’archivio di Poschiavo sono catalogati solo in parte. Ciò rende difficoltosa la consultazione di molti testi e inoltre espone l’archivio al pericolo di furti di documenti (in mancanza di un’adeguata catalogazione, è difficile accorgersi della mancanza di un documento).
Nel recente passato, a Poschiavo, sono stati purtroppo sottratti alcuni testi – e forse anche oggetti – di notevole valore storico.
Il Concistoro della chiesa di Poschiavo ha inoltrato recentemente una richiesta, al Consiglio sinodale cantonale, per ottenere un aiuto per la catalogazione dell’intero patrimonio del proprio archivio.

La chiesa di LEGO presentata a Poschiavo

Un pubblico numeroso, attento ed entusiasta ha seguito la presentazione del progetto realizzato da Samuele Jenni: un modello in scala 1:40 della chiesa riformata di Poschiavo, costruito utilizzando oltre 33'000 mattoncini LEGO.

Nell'Aula riformata di Poschiavo, giovedì 7 agosto, Samuele ha raccontato la genesi del progetto e il suo sviluppo. L'idea è nata nell'ambito del lavoro di maturità da presentare al Liceo cantonale di Coira. Ottenuta l'approvazione del suo professore, Samuele ha iniziato il lavoro.

In una prima fase, da gennaio a maggio, l'obiettivo è stato quello di preparare il piano di costruzione. Consultando i piani della chiesa, disegnati negli anni 1960-1970 e conservati presso l'Archivio della chiesa riformata di Poschiavo, ed effettuando delle misurazioni con una moderna applicazione che offre la possibilità di ottenere delle riproduzioni tridimensionali, Samuele ha allestito il piano di costruzione.

Dopo avere stabilito il numero, la forma e il colore dei pezzi necessari, Samuele ha proceduto all'acquisto dei mattoncini. Grazie a un programma disponibile online, ha contattato fornitori di pezzi LEGO usati in Svizzera e in Europa. Si è trattato di una fase che ha riservato qualche momento di apprensione, soprattutto legata alla spedizione di un ultimo pacchetto di mattoncini, consegnato il giorno stesso della presentazione del modello e comprendente parti della facciata della chiesa.

La chiesa in mattoncini RSI Segni dei Tempi

Oltre 33'000 mattoncini Lego, più di 500 ore di lavoro, 5 mesi di progettazione: Samuele Jenni ha realizzato un modellino della chiesa riformata di Poschiavo in scala 1:40.
A Segni dei Tempi, programma settimanale RSI La1, un reportage su questo progetto e sulla storia dell'edificio religioso, costruito quasi 400 anni fa.

Guarda il reportage sul sito del programma RSI Segni dei Tempi

La Regione guarda al futuro

Individuare progetti da realizzare in comune, tra le chiese riformate della Valposchiavo, dell'Engadina Alta e della Bregaglia. Questo l'obiettivo di un incontro, organizzato a Pontresina, sabato 17 febbraio, dalla Regione ecclesiastica Bernina-Maloja. Una dozzina i partecipanti, provenienti dalla Valposchiavo e dall'Engadina Alta, che hanno preso parte al workshop. L'incontro, guidato dal diacono Johannes Kuoni, responsabile del dipartimento "vita della chiesa" della Chiesa riformata nei Grigioni, ha permesso di individuare tre ambiti principali: la valorizzazione del patrimonio artistico e musicale della regione; l'organizzazione di un "Bundestag" a Samedan, il prossimo 1. settembre, nell'ambito dei festeggiamenti per i 500 anni dello Stato delle Tre Leghe; l'organizzazione di un culto comune, possibilmente nel corso dell'estate 2024, in Engadina Alta. I progetti, affidati a tre gruppi di lavoro, saranno presentati e ulteriormente sviluppati in occasione della prossima assemblea della Regione ecclesiastica Bernina-Maloja, che si terrà il 19 marzo.

Liliana Segre. Una bambina nella Shoah

Liliana Segre aveva tredici anni quando, arrivata al confine svizzero di Arzo, venne respinta dalle guardie di frontiera. Quel giorno iniziò per lei un viaggio che la portò dapprima nel carcere di San Vittore a Milano e poi nei campi di sterminio nazisti.
Molti anni dopo, Liliana ha deciso di raccontare la sua storia. La sua narrazione, raccolta per il programma televisivo evangelico RSI Segni dei Tempi, è accompagnata dalle tavole del graphic novelist Emanuele Giacopetti.
In occasione del Giorno della Memoria, riproponiamo la testimonianza di Liliana Segre.

Vedi qui il reportage televisivo.

Maurizio Folini. Dal Nepal a Poschiavo

Venerdì sera, 12 settembre, Maurizio Folini – guida alpina, scalatore, pilota d’elicotteri in Engadina e in Nepal – ha parlato, a ruota libera, presso l’Aula riformata di Poschiavo, della sua esperienza di elisoccorritore in Himalaya, di come la moderna industria turistica sta cambiando il modo di salire sugli 8000, e di un progetto educativo per bambini delle vallate ai piedi dell’Everest.

Impatto del turismo
Folini ha presentato un’ampia panoramica sul turismo himalayano, dagli aspetti eticamente più discutibili legati all’arrivo in Nepal di turisti facoltosi disposti a spendere cifre vertiginose per salire sul tetto del mondo, alle ricadute anche positive di quel fenomeno, generate dalle possibilità di guadagno e quindi di miglioramento delle condizioni di vita per una parte della popolazione locale. 

Vedi il documentario: "Wahnsinn am Everest – Das Heli-Business Hoch hinaus" DOK SRF

Interventi umanitari
Maurizio Folini è conosciuto per essere il pilota che ha effettuato l’intervento di recupero di un alpinista in difficoltà alla quota più elevata mai raggiunta con un elicottero, oltre i 7000 metri.
Ma il suo nome è associato anche  a interventi d’aiuto umanitario seguiti al terremoto che ha devastato il Nepal dieci anni fa causando poco meno di 10'000 vittime.
Da allora, il pilota spende la propria fama anche a sostegno di un progetto educativo per bambini delle vallate ai piedi dell’Everest – in particolare un istituto situato a Nunthala – e di progetti di rifornimento di energia elettrica per piccole realtà rurali nepalesi.

Vedi il reportage: "Un pilota sul tetto del mondo" RSI

Al termine della serata è stata raccolta una colletta a favore di una casa-famiglia a Nunthala.
Per chi volesse sostenere quello e altri progetti in Nepal, coordinati dallo sherpa Lakpa Temba, amico di Maurizio Folini, si segnala l’onlus italiana “Bi-Nepal”, un’associazione a favore delle genti del Nepal.

Vai al sito della Onlus Bi-Nepal

Riformati Valposchiavo e montagne
Non è la prima volta che la chiesa riformata invita il pubblico valposchiavino a una serata dedicata alla montagna. Lo scorso anno, a ottobre, era intervenuto Fadrì Ratti, pastore evangelico a Felsberg e appassionato scalatore, il primo ad avere raggiunto tutte le 460 cime del Cantone dei Grigioni poste sopra i 3000 metri.

Leggi l'articolo: Fadrì Ratti, il cielo sopra i Grigioni