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Poschiavo. Francesco e Valdo a confronto

Sabato 17 ottobre, nell’Aula riformata, la storica Francesca Tasca ha presentato il libro “Valdo di Lione e Francesco d’Assisi. Due esperienze cristiane” (Claudiana editrice, Torino).

La serata ha permesso di comprendere ciò che ha spinto entrambi, otto secoli fa, ad abbandonare beni e ricchezze per seguire la via di un cristianesimo esigente e impegnativo. Comparando le due figure e le rispettive scelte, Francesca Tasca ha messo in evidenza somiglianze e divergenze, evitando però sapientemente di emettere giudizi di valore: Francesco e Valdo rappresentano due vie possibili di discepolato cristiano.

La povertà di Francesco deriva dal modello del Cristo che “si svuota”, secondo la lettura dell’apostolo Paolo (Lettera ai Filippesi 2,7), mentre la povertà di Valdo trova il proprio riferimento nel mandato missionario affidato da Gesù ai discepoli (Matteo 10, il “discorso apostolico”).

Divergenze significative emergono quando si considera il ruolo riconosciuto e affidato alle donne nei due movimenti, francescano e valdese: relegate in clausura e votate al silenzio, nel primo caso, inviate a predicare e autorizzate a prendere la parola in pubblico, nel secondo.

Altra differenza, la posizione nei confronti dell’autorità: Valdo e i suoi citano il discorso di Atti 5,29 (“Bisogna ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini”), e di conseguenza nutrono delle riserve nei confronti di ogni autorità, religiosa e politica; mentre Francesco, “svuotandosi”, si sottomette completamente all’autorità del papa.

Preziosa la nota finale della storica, la quale era partita dalla domanda: come mai Francesco è diventato santo, mentre Valdo è stato condannato come eretico? Ebbene, Tasca ha ricordato come tali definizioni siano opinabili, soprattutto alla luce del fatto che esse sono state attribuite nel quadro di precisi disegni politici e ideologici che, nel tempo, sono soggetti a profondi mutamenti.

Segui il podcast di Francesca Tasca su Valdo e Francesco

Leggi la recensione del libro di Francesca Tasca apparsa su “Avvenire”