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Selva. Nell'anno del bicentenario

Nonostante le previsioni meteo permangano incerte, cresce l'attesa per l'annuale festa di Selva che si celebra domenica 10 maggio.
Stavolta l'appuntamento è speciale: nel 2026 ricorre infatti il bicentenario della Festa, ideata dal pastore Otto Carisch nel 1826.

Gli ingredienti sono semplici, eppure carichi di significato: il suono della campana piccola, il mattino presto, la partenza dalla piazza di Poschiavo di chi sale a piedi, il ritrovo per il culto nella chiesetta di Selva, il pranzo con la tradizionale "pulenta in flùr" consumato sui prati dei maggenghi di Pozzol e La Goba, l'allegra convivialità e i giochi prima di ridiscendere al piano.

Chi sale a piedi vive un momento particolare nei pressi della roccia detta "Sassa da Macòn", che richiama una delle più note leggende della Valposchiavo.
Due personaggi - il "vecc" e la "végia" - attendono i partecipanti alla festa. Ma per poter procedere, occorre dapprima rendere omaggio alla vecchia! Susi Tognina e Thomas Compagnoni si preparano a vestire i panni delle due eggendarie figure.
E intanto Franco Liver, che da anni si occupa del magazzino in cui sono riposti pentoloni, fornelli, panchine e tavoli utilizzati in occasione della Festa di Selva, ha provveduto, con Barbara Battilana, a pulire la chiesetta in vista del culto di domenica.